Rubrica radiofonica quindicinale in diretta su RVS, dedicata al commento e all’analisi delle notizie del giorno all’interno della trasmissione di attualità condotta da Claudio Coppini e Roberto Vacca.
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VENERDÌ 9 OTTOBRE
Nell’intervista di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
Mentre milioni di famiglie rinunciano persino all’essenziale, la politica torna a riscrivere le regole del potere: una democrazia che dimentica la questione sociale rischia di smarrire la propria ragione d’essere.
I temi affrontati nella puntata odierna:
LEGGE ELETTORALE, LEGGE DEL POTERE
La politica cerca il potere, dimentica la società– La Seconda Repubblica continua a mostrare uno dei suoi mali più profondi: anziché affrontare la questione sociale, il welfare e le disuguaglianze, le maggioranze si concentrano sulla ricerca delle regole più convenienti per garantirsi il potere. L’attuale governo ripropone questa logica con una riforma elettorale che, dietro il richiamo alla stabilità, rischia di concentrare ulteriormente il potere nelle mani dell’esecutivo, sacrificando il bilanciamento istituzionale e la rappresentanza democratica.
Una riforma che interroga la Costituzione – La nuova legge elettorale solleva interrogativi di costituzionalità. Dal premio di maggioranza, giudicato spropositato, alla previsione di un’indicazione del candidato premier che rischia di comprimere le prerogative del Presidente della Repubblica. Restano aperte questioni decisive: rappresentanza democratica, alternanza di genere e preferenze, che riguarderebbero soltanto una quota limitata degli eletti.
Mafie e preferenze: andare a monte – Il rischio di infiltrazioni mafiose non si affronta soltanto discutendo delle preferenze. Non fermiamoci a valle, andiamo a monte. La prima responsabilità è dei partiti, chiamati a selezionare e vagliare rigorosamente le candidature. Dove questo filtro non basta, serve un codice di autoregolamentazione severissimo, capace di impedire l’ingresso e la permanenza di soggetti legati ai sistemi criminali.
QUESTIONE SOCIALE: LA DEMOCRAZIA SI CURA PARTENDO DALLE PERSONE
Un Paese che rinuncia persino all’essenziale – I dati Istat raccontano una realtà sempre più grave: famiglie costrette a risparmiare sul cibo, a rinunciare a beni e servizi e a comprimere perfino le spese per la salute. È il segno di una questione sociale che continua ad aggravarsi, colpendo soprattutto il ceto medio-basso e mettendo in discussione la stessa tenuta democratica.
La politica cerca scorciatoie, non soluzioni – La crisi delle democrazie ha in Italia un carattere ormai patologico. Mentre altri Paesi, come la Spagna, provano a rimettere al centro salari, diritti e protezione sociale, la politica italiana continua a cercare scorciatoie nelle riforme del potere. Ma la democrazia si cura affrontando la questione sociale, non cambiando le regole per assicurarsi il governo.



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