LUNEDI 22 GIUGNO
Nell’intervista di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
Quando i nazionalismi prevalgono, crescono conflitti, divisioni e subordinazioni. Per questo la sfida del nostro tempo si chiama Europa federale.
I temi affrontati nella puntata odierna:
NAZIONALISMI E RAPPORTI DI FORZA
Trump-Meloni: il limite del sovranismo – La polemica tra Trump e Meloni va letta andando oltre le dichiarazioni del momento. Il problema è strutturale: i nazionalismi, anche quando si presentano come alleati, finiscono per entrare in conflitto tra loro. Non concepiscono rapporti tra pari, ma relazioni di forza e di subordinazione.
L’errore della subalternità – Meloni ha investito molto sul rapporto privilegiato con Trump. Sarebbe stato più utile mantenere un profilo autonomo e rafforzare il ruolo dell’Italia dentro un’Europa più forte. Quando il legame è fondato sulla convenienza e non su una visione comune, il rischio è che si trasformi rapidamente in un rapporto di dipendenza.
La risposta è l’Europa – La vicenda conferma un dato politico più generale: il sovranismo può produrre risultati nel breve periodo, ma nel lungo termine genera tensioni e conflitti. La risposta non può che essere l’Europa federale, capace di agire come soggetto politico autonomo e di sottrarsi alle logiche di subalternità imposte dai nazionalismi.
Il caso Vannacci – Il fenomeno Vannacci non nasce dal nulla. Quando si seminano odio, violenza verbale e pulsioni regressiste, si finisce per raccogliere una tempesta politica e culturale. Il rischio è un ulteriore spostamento a destra del centrodestra e il riemergere di culture e riferimenti che richiamano il neofascismo, alimentando un clima sempre più avvelenato nel dibattito pubblico.
IL CASO ALMASRI E LA CREDIBILITÀ DELL’ITALIA
La condanna di Almasri in Libia riporta sotto i riflettori una vicenda che rappresenta una pagina impietosa per l’Italia. Il mancato rispetto degli accordi e delle responsabilità internazionali lascia una traccia profonda nella credibilità del nostro Paese e di consegnare alla storia una pagina particolarmente oscura.
IRAN, UCRAINA E LA PACE CHE NON ARRIVA
Negoziati nel caos – Tra Stati Uniti e Iran si naviga a vista. Ogni ora cambia lo scenario e ogni ipotesi di accordo appare fragile. Resta la consapevolezza che siamo di fronte a una guerra devastante e inutile, i cui costi ricadono soprattutto sulle popolazioni.
Lo stallo ucraino – Anche sul fronte ucraino prevale l’impasse. Per uscire dallo stallo serve un’Europa che smetta di rincorrere gli eventi e diventi protagonista di una vera iniziativa di pace.
BREXIT: DIECI ANNI DOPO
A dieci anni dalla Brexit, il Regno Unito continua a fare i conti con problemi economici e sociali irrisolti. Proprio nella patria del welfare moderno, nato con il rapporto Beveridge, emerge la necessità di tornare a investire nella coesione sociale piuttosto che alimentare nuove spese militari. La sicurezza del futuro passa da una maggiore integrazione europea, non da nuovi muri.
MARTEDI 9 GIUGNO
Nell’intervista di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
Dalle crisi internazionali che mettono in discussione il diritto e la pace, alle fragilità sociali affrontate da esperienze come TerraFutura, emerge l’urgenza di ricostruire partecipazione, comunità e responsabilità condivisa.
I temi affrontati nella puntata odierna:
MEDIO ORIENTE: IL PREZZO DI UN MONDO SENZA REGOLE
La tregua tra Iran e Israele resta fragile e la pace lontana. Il quadro è drammatico e confuso sul piano del diritto internazionale, ma chiaro sul piano politico: prima di umiliare e svuotare organismi internazionali come l’ONU bisognava pensarci un miliardo di volte. Oltre il diritto internazionale c’è un mondo oscuro, quello della legge del più forte. Trump appare sempre più intrappolato in una crisi che lui stesso ha contribuito ad alimentare, mentre lo stallo continua a colpire i più deboli e l’economia mondiale.
AMMINISTRATIVE: ASTENSIONISMO E DOMANDA DI PARTECIPAZIONE
L’astensionismo resta una delle ferite più profonde della democrazia italiana e non va minimizzato. Ma sarebbe sbagliato confonderlo con il disinteresse dei cittadini. Quando sono in gioco grandi questioni, la partecipazione torna a crescere. Giovani e donne continuano a essere protagonisti della vita democratica, mentre emergono nuove esperienze civiche e tentativi interessanti di selezione della classe dirigente. Civismo e partiti non devono essere contrapposti, ma messi nelle condizioni di collaborare.
LE DIPENDENZE E LA FORZA DEL NOI: L’ESPERIENZA DI TERRAFUTURA
L’esperienza di TerraFutura, la prima Comunità Terapeutica Pubblica della Campania, dimostra che la risposta alle dipendenze non può essere soltanto sanitaria. La vera sfida è passare dall’io al noi, ricostruendo legami, comunità e responsabilità condivise. In un tempo segnato da fragilità e solitudine, la comunità diventa cura, inclusione e speranza.