LUNEDI 29 DICEMBRE
Nella diretta RVS di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
Dalla guerra in Ucraina al bilancio di un anno che segna un cambio d’epoca, l’intervista odierna attraversa le piaghe del nostro tempo e la necessità di trasformarle in un impegno rigoroso per la speranza.
Guerra Russia–Ucraina: prudenza, diritto internazionale e posta in gioco
La guerra tra Russia e Ucraina resta in una fase delicata e incerta. Putin gioca la partita anche sul rapporto con Trump, mentre ogni spiraglio di pace va coltivato con attenzione.
La prudenza è d’obbligo, senza ingenuità ma senza rinunciare alla ricerca di una soluzione. La questione centrale resta però una sola: la violazione del diritto internazionale e l’occupazione strategica del Donbass, che non è solo un fatto territoriale ma un tassello di più ampi appetiti futuri. È qui che si gioca il nodo vero del conflitto, e non affrontarlo significa aprire la strada a nuove destabilizzazioni.
2025: un cambio d’epoca e le “piaghe” del nostro tempo
Il 2025 segna un cambio d’epoca. La metafora è quella di Giobbe: portiamo addosso piaghe profonde che interrogano l’umanità. La prima è l’io narcisista, che frammenta i legami e indebolisce il senso del noi.
La seconda è la crisi delle democrazie, insieme alla crisi dell’Europa, che resta però l’unica speranza politica da coltivare.Queste piaghe non devono condurre alla rassegnazione, ma spingerci ad operare per la speranza.
La speranza come impegno: l’umanità vista dall’orbita
L’immagine dell’astronauta che osserva la Terra dall’orbita — una sfera blu senza confini — richiama una verità essenziale: l’umanità deve riscoprirsi come tale.
Le differenze non sono motivo di separazione, ma possono diventare strade di fraternità. In questo senso, la speranza non è un sentimento vago: è un impegno rigoroso, una responsabilità quotidiana che chiama ciascuno a contribuire alla rigener
LUNEDI 22 DICEMBRE
Nella diretta RVS di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
Tra i temi trattati nella puntata odierna si affrontano alcuni dei nodi più delicati del nostro tempo: la legge finanziaria; la guerra in Ucraina; “cum panis”, ovverosia i valori spirituali del Natale.
LUNEDI 15 DICEMBRE
Nella diretta RVS di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
Tra i temi trattati nella puntata odierna si affrontano alcuni dei nodi più delicati del nostro tempo: la recrudescenza dell’antisemitismo, il clima di guerra e di odio che attraversa il mondo e la necessità di una politica capace di disarmare i conflitti e rafforzare pace, giustizia e legalità.
- Antisemitismo, clima di odio globale e strumentalizzazioni
– L’attacco antisemita in Australia durante la Hanukkah conferma una verità che non può essere né negata né minimizzata: l’antisemitismo è una ferita antica e irrisolta del cammino dell’umanità che oggi riaffiora dentro un clima segnato da un vento di guerra e di odio che rende questo uno dei periodi più bui degli ultimi decenni;
– la strumentalizzazione dell’antisemitismo per giustificare politiche di guerra: le affermazioni di Netanyahu nei confronti del premier australiano si collocano dentro una deriva pericolosa: usare paura e dolore per legittimare la violenza significa tradire la sicurezza stessa che si dice di voler difendere;
– sicurezza e responsabilità politica: la sicurezza non si costruisce armando i civili, ma disarmando le società. Serve una politica capace di abbassare i toni, non di incendiarli; classi dirigenti all’altezza della storia, non leader che giocano col fuoco. In gioco non c’è solo un equilibrio geopolitico, ma il destino dell’umanità;
– andare alla fonte della violenza: disarmare l’odio richiede una soluzione politica riconosciuta e praticabile, quella dei “due Popoli e due Stati”, senza la quale il conflitto continuerà ad alimentare violenza e radicalizzazione,
– il ruolo delle opinioni pubbliche: le opinioni pubbliche sono chiamate a una responsabilità più alta. In un tempo di odio diffuso, servono gesti non violenti a sostegno delle cause giuste. Di fronte alla crescita dell’antisemitismo, accendere le luci del candelabro ebraico in nome della pace diventa un segno concreto, così come isolare ogni idea di guerra, anche quando viene rivestita di motivazioni identitarie o politiche.
- 35° Vertice Antimafia della Fondazione Caponnetto
– Il 35° Vertice , tenutosi a Firenze, rilancia la necessità di un salto di qualità: bisogna passare dall’antimafia del “giorno dopo” a quella del “giorno prima”, capace di agire in modo sistematico e integrato: colpire il welfare mafioso sul piano sociale, scardinare il pensare e sentire mafioso su quello educativo, rompere l’egemonia della paura sul piano della sicurezza, garantire sviluppo nella legalità sul piano economico e restituire piena sovranità alla democrazia su quello politico;
– una sfida non solo locale: serve finalmente una Antimafia europea, con un Codice omogeneo, una Procura comune e una Forza di Polizia capace di colpire i grandi circuiti internazionali del traffico e del riciclaggio;
– il ruolo delle opinioni pubbliche: anche qui, come sul fronte della pace, pesa la responsabilità delle opinioni pubbliche, chiamate a fare un passo in avanti di fronte a classi dirigenti che troppo spesso non considerano la lotta alle mafie una vera priorità.
GIOVEDI 11 DICEMBRE
Nella diretta RVS di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
I temi affrontati nella puntata odierna: i leader Ue trattano con Trump; la dottrina di Donald: “dobbiamo allontanare l’Italia da Bruxelles”; appello per un’Europa federale e indipendente; Landini domani in piazza.pace di reagire, perché è lì che il tessuto sociale può essere ricostruito.
LUNEDI 1 DICEMRE
Nella diretta RVS di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
I temi affrontati nella puntata odierna:
- Cisgiordania: l’aggressione ai volontari italiani squarcia il velo di silenzio
Tre volontari italiani e una volontaria canadese sono stati aggrediti vicino a Gerico da dieci coloni mascherati. Un’aggressione grave che però non li piega: torneranno a sostenere i palestinesi in un territorio su cui è calato il silenzio.
I due livelli che devono procedere insieme: la diplomazia dal basso, fatta dal volontariato e dalla scelta di “essere cambiamento” e la responsabilità delle istituzioni e della diplomazia, che devono smettere di giocare col fuoco e di strumentalizzare i conflitti.
- Il viaggio di Papa Leone XIV e la missione delle Chiese
Il viaggio di Papa Leone XIV si muove su due piani.
Il primo è ecumenico: tutte le fedi e le Chiese devono entrare in campo, unite, presenti concretamente nei territori, per sostenere i percorsi di pace.
Il secondo è politico-diplomatico: chiedere alle istituzioni e alla diplomazia di svegliarsi, perché in gioco c’è il destino dell’umanità e la salvaguardia del creato.
- Attacco a La Stampa: un segnale allarmante
L’attacco alla redazione torinese de La Stampa va condannato in modo unanime e severo.
Violentare lo spazio della libertà di stampa non è solo un atto gravissimo sul piano civile: è un reato.
Nei momenti di tensione, le frange estreme riaffiorano: vanno isolate, non strumentalizzate da chi, dentro il potere, mira a una deriva autoritaria.
- Ucraina: un negoziato difficile e un’Europa che prova a contare
l quadro resta preoccupante, anche per la posizione degli Stati Uniti.
Il destino dell’Ucraina riguarda non soltanto due popoli, ma il futuro dell’Europa e dell’ordine internazionale.
C’è però un dato positivo: l’Europa, pur “sgangherata”, ha iniziato a puntare i piedi e a spingere verso un negoziato più serio.
Una pace ingiusta è sempre l’anticamera di un’altra guerra.
E per incidere davvero serve un’Europa più federale, capace di intervenire sugli equilibri internazionali.
- Finanziaria: una manovra che non definisce il Paese
l paradigma attuale della discussione si concentra sull’aumento delle pensioni minime: 3,13 euro per chi vive con una pensione “da fame”.
Questo dato da solo rivela una manovra che, anche secondo parte della maggioranza, non traccia un profilo del Paese e non tutela fasce deboli e ceto medio.
- Giovani e violenza di genere: un vuoto educativo che emerge
Il caso del liceo classico di Roma, con la “lista degli stupri”, mostra un vuoto devastante: riemergono culture patriarcali e si intrecciano con nuove forme di violenza prive di senso.
Uno scenario che richiederebbe una scuola motivata, attrezzata e capace di reagire, perché è lì che il tessuto sociale può essere ricostruito.