GIOVEDì 4 SETTEMBRE
Nell’intervista di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
Dalla violenza sulle donne alle mafie, fino alle derive dell’estrema destra, non possiamo limitarci a reagire il giorno dopo: bisogna riconoscere per tempo ciò che cova nella società, intervenire sulle cause e costruire gli anticorpi prima che sia troppo tardi..
I temi affrontati nella puntata odierna:
FEMMINICIDIO: IL MALE CHE VA ESTIRPATO
L’ennesimo femminicidio, questa volta a Firenze, provoca sgomento e indignazione. Ma bisogna essere lucidi. Il male è in noi, cova nella storia degli uomini e, quando una donna decide di alzare la testa, può esplodere in una violenza insensata e criminale.
Non esiste una sola via per affrontarlo. Serve un approccio integrato e un salto di qualità nell’applicazione delle leggi, sul piano repressivo e preventivo, educativo e sociale. Occorre avere il coraggio di riconoscere che quel male c’è e va estirpato, lavorando nella scuola, nella società e nella famiglia con strumenti educativi e pedagogici.
I casi sono tanti e diversi, ma la violenza è la costante. Per questo bisogna coltivare le relazioni umane, accompagnandole con educazione, pedagogia e rispetto. Altrimenti non ne veniamo fuori.
DALLA CHIESA: DALL’EMOZIONE DEL GIORNO DOPO ALL’ANTIMAFIA DEL GIORNO PRIMA
Nell’anniversario dell’uccisione del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, di Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, si ripete un meccanismo che conosciamo bene: il giorno dopo ci sono emozione, indignazione e voglia di cambiamento. Poi, troppo spesso, tutto scema.
Siamo ancora bloccati nell’antimafia del giorno dopo. Il metodo Dalla Chiesa, invece, è vivo e può farci compiere quel salto di qualità verso l’antimafia del giorno prima. Un metodo investigativo, sociale e istituzionale che va riscoperto e attualizzato, recuperandone soprattutto la progettualità: spostare le migliori risorse dell’antimafia al giorno prima, prima che le mafie riescano a riorganizzarsi e a riconquistare spazi nei territori.
Serve un lavoro serio e progettuale, capace di evitare che la memoria venga mandata in esilio e trasformata in retorica. Ricordare Dalla Chiesa significa rendere il suo metodo ancora vivo e operante nelle sfide di oggi.
Boss liberi di tornare sui territori – La questione è tanto più urgente perché boss, anche di primo piano, tornano in libertà o accedono a permessi premio e rientrano nei territori. Qui tornano ad applicare la legge di Cosa nostra, ricostruendo relazioni e interessi attraverso le collusioni con l’economia e la politica, le estorsioni e l’usura, il traffico di droga.
ESTREME DESTRE: SVEGLIAMOCI PER TEMPO
Le elezioni in Sassonia, con la prevista forte affermazione di AfD e i timori per le possibili interferenze di Mosca, impongono di interrogarsi sulle ragioni di consensi così rilevanti nonostante la matrice neonazista presente nell’estrema destra tedesca.
Le tre crisi dell’Occidente – Sono almeno tre le crisi strutturali dell’Occidente che spianano la strada alle estreme destre. La prima è la crisi del ceto medio-basso, che produce danni incalcolabili all’economia e alla democrazia. La seconda è la crisi del Noi: abbiamo distrutto progressivamente le forme del “noi”, mettendo al centro un io individualista e narcisista. La terza è l’incapacità di affrontare il tema di una governance globale, lasciando un vuoto che viene riempito dalle false promesse e dai miti che il neonazismo continua a coltivare.
Un’altra Europa – La risposta non può essere quella di inseguire le estreme destre sul loro terreno. Serve un’altra Europa, capace di costruire finalmente l’Europa federale e di realizzare il sogno di Ventotene.
Quanto sta accadendo deve essere preso sul serio fin dall’inizio. In Sassonia, tra le proposte riconducibili ad AfD compare quella di separare gli alunni con disabilità in classi speciali; posizioni analoghe sono state sostenute anche da Vannacci. Si parte sempre così.