Categoria: <span>DIALOGO SULLA FEDE</span>

DIALOGO SUI TRAVAGLI DELLA FEDE – SAN FRANCESCO: NON BASTA CELEBRARLO, BISOGNA FARSI «MINORI» PER TRASFORMARE NOI STESSI E LA SOCIETÀ

Come è risaputo, quest’anno ricorre l’ottavo centenario della sua morte, che ha suscitato una straordinaria attenzione alla sua vita.

Il “mito” di San Francesco ritorna in tutta la sua dirompenza non solo all’interno della Chiesa, ma anche nell’opinione pubblica. Certo, un po’ viene risucchiato in quel tipico frullatore mediatico che svuota di contenuto proteico anche i cibi più salutari, al punto da far splendere San Francesco di una luce artefatta e psichedelica. Un po’ viene banalizzato in tutta una serie di luoghi comuni che lo rendono un santo “buono per tutte le stagioni”, mite e pacioso, ma per niente impegnativo.

Nello stesso tempo, abbiamo avuto una sana ripresa sia della sua storia sia dei suoi insegnamenti, così intensamente impregnati di motivazioni e stimoli da renderlo una limpida fonte di ispirazione per affrontare le sfide tremende del nostro tempo.

Sai, Silvia, San Francesco intanto si pensava come un “fratello minore”. Anche allora la logica di potenza militare ed economica forgiava le identità, orientava i linguaggi e i comportamenti e regolava la vita sociale, compresi i successi e i conflitti personali. Francesco conosceva nella vita quotidiana questo modo di pensare e agire in famiglia, nelle comunità, pure all’interno della Chiesa. Era un giovane scapestrato che viveva dei piaceri e della spietatezza delle relazioni di potenza dei “fratelli maggiori”.