
Un sudario con i nomi dei bambini palestinesi e libanesi uccisi, affidato alle mani di cento sacerdoti provenienti da otto Paesi, ha attraversato il cuore di Roma aprendo il cammino di una sorta di Via Crucis, tra il Vaticano e le Ambasciate dell’Autorità Palestinese e del Libano presso la Santa Sede sino alla direzione di Leonardo S.p.A.
Su quel sudario sono ricordate le 330 piccole vittime cadute anche dopo la dichiarazione dei due “cessate il fuoco”. Vite spezzate – non numeri – che restituiscono il peso umano di una tragedia che continua.
“Preti contro il genocidio”, una rete che vede l’adesione di oltre 1600 sacerdoti, ha così rotto il velo dell’ipocrisia che ancora avvolge la lettura di quanto avviene in quel contesto di conflitto. Sono stati chiamati in causa tutti gli scenari di guerra e tutte le vittime innocenti, comprese quelle cadute per mano di Hamas, e si è riflettuto, pregato e cantato l’impegno per la Pace, la Giustizia e la Salvaguardia del Creato.
La soluzione dei due Popoli e due Stati deve essere possibile e realmente promossa. Perché la pace non sia soltanto invocata, ma costruita.
Galleria




