CINQUE PASSI VERSO UNA COMUNITÀ. L’INCONTRO CON LE SCUOLE PROMOSSO DA “I RAGAZZI DI VIA D’AMELIO”

CINQUE PASSI VERSO UNA COMUNITÀ. L’INCONTRO CON LE SCUOLE PROMOSSO DA “I RAGAZZI DI VIA D’AMELIO”

Nella prestigiosa e bellissima Sala della Protomoteca, in Campidoglio a Roma, giovani preparati, appassionati e con un forte piglio educativo e sociale hanno incontrato gli studenti di una scuola di Tor Bella Monaca.

I ragazzi di Via D’Amelio hanno presentato il loro manuale “Cinque passi verso una comunità”, un piccolo ma significativo percorso per riscoprire il senso della comunità e dello Stato, partendo dalla vita quotidiana e dalle relazioni più vicine.

Non è semplicemente un manuale su famiglia, scuola, voto, volontariato e lavoro; è una proposta di ricostruzione della comunità come risposta preventiva alle mafie, alla rassegnazione e alla disgregazione sociale. È questo il filo che tiene insieme i cinque passi: ricostruire legami, responsabilità, partecipazione e solidarietà per rendere più forte la comunità e, con essa, lo Stato.

  • Il primo passo è la FAMIGLIA, la prima comunità nella quale impariamo a vivere insieme, a dialogare, a condividere, a rispettare l’altro e a maturare quei valori che possono liberarci dalle logiche dell’individualismo, della prepotenza, dal “pensare” e “agire” tipico della mentalità mafiosa.
  • Il secondo passo è la SCUOLA, non soltanto luogo in cui si acquisiscono conoscenze e competenze, ma una comunità nella quale imparare ad avere spirito critico, a scegliere con la propria testa, a conoscere il diverso e a vivere concretamente la solidarietà.
  • Il terzo passo è la partecipazione alla COSA PUBBLICA e il VOTO: informarsi, comprendere, scegliere. Per non essere spettatori o sudditi, ma cittadini consapevoli, capaci di partecipare alla vita democratica e di assumersi la responsabilità del cambiamento e del superamento delle collusioni mafiose.
  • Il quarto è il VOLONTARIATO, che rompe l’individualismo e ci insegna a vedere i bisogni dell’altro come parte della nostra stessa comunità. Un volontariato che non crea dipendenza, ma restituisce dignità, autonomia e protagonismo e può generare nuova solidarietà.
  • Il quinto è il LAVORO, inteso non soltanto come necessità o fonte di reddito, ma come possibilità di realizzazione della persona e come contributo concreto al progresso della società. Un lavoro fatto di scelta, passione, responsabilità, sacrificio e senso del dovere.

È questo il filo che lega i cinque passi: ricostruire comunità per rendere più forte lo Stato e più deboli le mafie, perché dove crescono relazioni, partecipazione, solidarietà e responsabilità diminuisce lo spazio lasciato alla rassegnazione, alla dipendenza e alla cultura mafiosa.

I Ragazzi di Via d’Amelio hanno così saputo coinvolgere gli studenti e hanno creato dei ponti di ascolto, dialogo e confronto con i rappresentanti delle istituzioni, della Magistratura, del Comune, dell’Università e con chi è impegnato socialmente nel quartiere di Tor Bella Monaca con coraggio e progettualità.