BRASILE, LA VITTORIA DI LULA: DEMOCRAZIA, WELFARE E UNO STOP AL MODELLO TRUMPIANO

BRASILE, LA VITTORIA DI LULA: DEMOCRAZIA, WELFARE E UNO STOP AL MODELLO TRUMPIANO

Lula durante i festeggiamenti per la rielezione, Avenida Paulista, San Paolo, 25 ottobre 2026. Foto: Paulo Pinto/Agência Brasil.

La vittoria di Lula rappresenta un passaggio decisivo nella travagliata storia democratica del Brasile, con evidenti ripercussioni anche sulla geopolitica globale.

La portata di questo risultato emerge con chiarezza dal confronto tra i due turni elettorali: Lula ha ribaltato lo svantaggio iniziale, conquistando circa 10,4 milioni di voti aggiuntivi, contro i 3,7 milioni guadagnati da Flávio Bolsonaro.

È da sottolineare che la partecipazione nel secondo turno è aumentata di quasi 3 milioni di elettori e le schede bianche e nulle sono diminuite di circa 1,8 milioni.

Le stime statistiche dei flussi elettorali diffuse da Focus America, riferite al solo elettorato in Brasile con esclusione del voto estero, offrono ulteriori elementi di riflessione. Ssecondo questa elaborazione, circa 4,4 milioni degli elettori degli altri candidati avrebbero scelto Lula al ballottaggio, contro circa 3,7 milioni che si sarebbero orientati verso Bolsonaro.

Lula avrebbe inoltre raccolto circa 4 milioni di voti da elettori che al primo turno avevano votato scheda bianca o nulla e circa 2,3 milioni da persone che si erano astenute.

Si tratta naturalmente di stime statistiche, non di trasferimenti individuali accertati, che suggeriscono come la rimonta di Lula sia stata accompagnata da una mobilitazione eccezionale e da una redistribuzione del consenso ben più ampie del suo elettorato iniziale.

I flussi elettorali tra il primo e il secondo turno meritano un’attenta analisi, soprattutto per comprendere il peso di tre questioni fondamentali:

LA QUESTIONE SOCIALE. Il welfare e la lotta alle disuguaglianze, su cui Lula e il suo Partito dei Lavoratori lavorano da anni, rimangono elementi dirimenti per radicare le politiche progressiste e affrontare le grandi sfide sociali, economiche e tecnologiche. In questo senso un ulteriore elemento di riflessione viene da un’analisi territoriale pubblicata dal portale giornalistico brasiliano UOL (Universo Online). Nei comuni con una minore presenza di beneficiari del programma sociale Bolsa Família, Lula ha guadagnato 7,2 punti percentuali tra il primo e il secondo turno. Un risultato che invita a considerare la questione sociale nella sua dimensione più ampia, senza ridurre il rapporto tra welfare e consenso alla sola erogazione di sostegni economici. Il dato, naturalmente, non dimostra quali siano state le motivazioni individuali degli elettori, ma ci consegna un clima sociale dentro cui è stata possibile la straordinaria rimonta di Lula.

LA QUESTIONE DEMOCRATICA. Il modello autoritario trumpiano, a cui i Bolsonaro sono particolarmente legati e devoti, può essere battuto attraverso la difesa e il rilancio di una democrazia che deve essere sempre più partecipata e rigenerata. Le destre estreme hanno infatti un progetto autoritario di superamento dei limiti delle democrazie, mentre i progressisti devono coltivare un’evoluzione positiva dei problemi democratici in senso partecipativo e sociale.

LA QUESTIONE GEOPOLITICA. Anche sul piano internazionale, la vittoria di Lula rappresenta uno stop importante al modello trumpiano. Un risultato che deve stimolare la stessa Europa a trovare più coraggio nel proporre una nuova strada di cooperazione internazionale, capace di promuovere la pace, la giustizia e la salvaguardia del pianeta. L’Europa deve rompere pertanto gli indugi e rigenerarsi in senso federale per acquisire quelle energie democratiche che le consentano di reggere il conflitto globale e di proporsi come area attrattiva di collaborazione con le democrazie in cammino e vitali come il Brasile.

Adesso, l’attenzione deve concentrarsi anche su altre importanti scadenze elettorali, come quelle in Israele, le elezioni di midterm negli USA e quelle della vicina Spagna, senza perdere di vista quanto è avvenuto con la cocente sconfitta elettorale dei conservatori nazionalisti in Serbia

Foto: Lula durante i festeggiamenti per la rielezione, Avenida Paulista, San Paolo, 25 ottobre 2026. Foto: Paulo Pinto/Agência Brasil.