GOVERNARE LA COMPLESSITÀ. I SERVIZI PER LE DIPENDENZE TRA INDIRIZZI ISTITUZIONALI, EVIDENZE CLINICHE E BISOGNI EMERGENTI

GOVERNARE LA COMPLESSITÀ. I SERVIZI PER LE DIPENDENZE TRA INDIRIZZI ISTITUZIONALI, EVIDENZE CLINICHE E BISOGNI EMERGENTI

Il XV Congresso Nazionale di FeDerSerD, che quest’anno celebra i suoi 25 anni di attività, è un appuntamento importante di confronto e approfondimento sulle grandi sfide che attraversano il mondo delle dipendenze.

Un percorso che seguo da anni, condividendo con gli operatori, i professionisti e i dirigenti dei servizi l’impegno per una politica delle dipendenze capace di mettere al centro la dignità delle persone, il diritto alla salute e l’integrazione degli interventi di prevenzione, cura e reinserimento.

Quest’anno il tema scelto, “Governare la complessità”, ci richiama a una responsabilità ancora più stringente: comprendere le trasformazioni in atto e tradurle in scelte concrete, senza cedere alla tentazione delle semplificazioni.

Di seguito il mio contributo ai lavori del Congresso.

Grazie di cuore agli operatori e al gruppo dirigente di FeDerSerD.

Grazie di cuore ai presidenti che si sono via via succeduti, Alessandro Coacci, Alfio Lucchini, Fausto Monti. Al compianto Guido Faillace e all’eccezionale attuale presidente, Roberta Balestra.

IL CONTESTO DELLA COMPLESSITÀ

  1. Il mercato delle dipendenze si amplia, si mescola, si capillarizza, si stratifica. Abbiamo un’integrazione, in questo caso negativa, tra dipendenze da sostanze e quelle comportamentali. Si afferma così il fenomeno delle polidipendenze che, soprattutto tra adolescenti e giovani, pone problemi sempre più complessi, amplificati dal ricorso sregolato all’intelligenza artificiale.
  2. Le narco-mafie sono sempre più globali e, in un contesto internazionale deregolato e privo di una governance unitaria e condivisa, amplificano la loro presa sulla società, con un dominio assoluto sui consumi; sull’economia, con una capacità di condizionamento e riciclaggio senza precedenti; sulle istituzioni, con livelli di collusione tali da interferire sulla sovranità democratica e strutturare dei veri e propri Stati-mafia.
  3. La scienza delle dipendenze cresce e ha maturato un livello di conoscenza e di approccio terapeutico molto avanzato e consapevole delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Nei prossimi anni siamo in grado di raggiungere delle mete cliniche di rilievo e senza precedenti.

LE CONTRADDIZIONI DEL CONTESTO DELLA GOVERNANCE DELLA COMPLESSITÀ

Il caso italiano rende evidenti le profonde contraddizioni che attraversano il governo della complessità. Basti pensare a quanto sta accadendo nell’organizzazione del nostro Servizio Sanitario Nazionale: la riduzione dei dipartimenti e dei servizi, la diminuzione del personale sanitario e delle risorse finanziarie. Si pretende così di affrontare la complessità attraverso una politica di ridimensionamento, con modalità democraticamente opache e senza ottenere risultati né sul piano del contenimento della spesa inefficiente né su quello della promozione del diritto alla salute previsto dalla nostra Costituzione.

Alcuni esempi nel campo delle dipendenze sono particolarmente significativi.

  • La gestione del post-Conferenza Nazionale sulle Dipendenze. Siamo ormai a quasi un anno dalla sua celebrazione, per cui è onesto esprimere un giudizio di profonda delusione. Sembrava aprirsi un percorso finalmente virtuoso, con impegni solenni e condivisi espressi nei lavori e nelle conclusioni. Il primo atto successivo alla Conferenza è andato nella direzione sbagliata. Mi riferisco al Piano Nazionale sulla Salute Mentale, nel quale è emersa chiaramente la volontà di ridimensionare o cancellare l’autonomia dirigenziale e funzionale dell’organizzazione dei SerD.
  • Sulla possibile diffusione del fentanyl si sono sollevati attenzione e allarme, mentre sul flagello del crack e delle dipendenze digitali non si stanno approntando programmi di lavoro adeguati alla gravità dei fenomeni in atto.
  • Non si è investito in modo adeguato in termini di risorse finanziarie per procedere nella direzione di quanto concordato: la presa in carico delle persone; l’integrazione dei percorsi di prevenzione e terapeutici sui vari versanti bio-psico-educativo-sociali.
  • Si è lasciato procedere, con i pensionamenti, alla riduzione del personale nei SerD e nei Servizi di Prossimità senza investire nelle nuove generazioni, con l’avvio delle scuole di specializzazione in medicina delle dipendenze e con il reclutamento di personale qualificato.
  • Non si stanno elaborando adeguatamente protocolli condivisi per l’alta integrazione tra i SerD pubblici, le Comunità Terapeutiche e i Servizi di Prossimità.
  • Non si sta governando la presa in carico dei detenuti con problemi di dipendenza, lasciando le realtà locali al loro destino, tra chi ha scelto di intervenire e chi ritiene di tenersi fuori da questa situazione.
  • Sulla prevenzione e sul reinserimento lavorativo non si stanno definendo piani e risorse che consentano di intervenire con rigore e concretezza.

ALCUNE PROPOSTE DI IMPEGNO COMUNE PER REGGERE L’IMPATTO DELLA COMPLESSITÀ

– Intervenire sulla legge di bilancio per sostenere percorsi di autonomia dei SerD, di rilancio dei Servizi Integrati, di implementazione del personale e della logistica. Sarebbe il caso di inviare una lettera pubblica al Governo e al Parlamento con una proposta di copertura finanziaria, da reperire dal Fondo Unico Giustizia, nella parte dei ricavi derivanti da sequestri e confische collegati alle operazioni antidroga.

– Chiedere un tavolo di confronto per il Piano nazionale sulle dipendenze, in modo da evitare soluzioni semplificate a fronte di realtà complesse e tradurre così in azioni concrete gli impegni assunti nella Conferenza Nazionale.

– Organizzare una Rete Europea delle Società Scientifiche delle Dipendenze, con congressi triennali, con l’obiettivo di concordare un Piano d’Azione Europeo, e una verifica costante e scientifica dei risultati di prevenzione, cura e riabilitazione.

CONCLUSIONI

Esiste una parola chiave per assumere la complessità come progetto di cambiamento: «integrazione». Integrazione dei saperi, dei modelli operativi, delle professionalità, delle politiche pubbliche con il privato sociale e dei vari livelli di governance.


XV Congresso Nazionale di FeDerSerD – scarica il programma