Rubrica radiofonica quindicinale in diretta su RVS, dedicata al commento e all’analisi delle notizie del giorno all’interno della trasmissione di attualità condotta da Claudio Coppini e Roberto Vacca.
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GIOVEDI’ 12 FEBBRAIO
Nell’intervista di oggi, Giuseppe Lumia, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca, commenta i principali fatti del giorno.
Dalla stretta sui migranti alla minaccia nucleare, l’intervista mette a confronto la politica della paura con la responsabilità di difendere diritti umani, legalità internazionale e futuro dell’umanità.
I temi affrontati nella puntata odierna:
MIGRANTI TRA STRUMENTALIZZAZIONE E DIRITTI CALPESTATI
Il capro espiatorio delle democrazie in crisi. La stretta del governo su migranti – blocco navale, espulsioni, pene più restrittive – si inserisce in uno schema già visto: nelle democrazie claudicanti si sposta l’attenzione contro i più deboli. Gli immigrati diventano la causa di tutti i mali, bersaglio dell’odio e del rancore delle fasce sociali più fragili.
Consenso e distrazione politica . Alla vigilia di un importante appuntamento referendario, la questione migratoria rischia di diventare uno strumento di distrazione, capace di spostare indirettamente l’attenzione e di costruire consenso in vista anche delle future scadenze politiche. È una strategia che può funzionare sul piano elettorale; resta da capire quanto sia efficace sul piano reale.
Valori proclamati e diritti negati. C’è una contraddizione evidente: in nome della famiglia si costruisce consenso politico sui “valori”, ma si negano i ricongiungimenti familiari agli immigrati. È un doppio standard che interroga la coerenza della politica.
La legge del mare non si viola. l blocco navale, oltre a essere di dubbia efficacia – i flussi non si fermano con gli slogan – entra in tensione con un principio non negoziabile: la legge del mare impone il soccorso. Non è solo una norma giuridica, ma un valore civile che non può essere sacrificato alla propaganda.
Il ruolo delle Chiese. Sul piano concreto, Chiese e volontariato sono impegnati nell’accoglienza. Ma sul piano pubblico l’intervento resta spesso timido. Quando i diritti umani vengono calpestati, serve una presa di posizione più corale, capace di far pesare una coscienza religiosa che, in questo caso, difende l’essere umano.
NUCLEARE: UNA MINACCIA CHE NON SCUOTE PIÙ
Un trattato che scade nel silenzio. a scadenza del trattato di non proliferazione nucleare passa quasi inosservata. Eppure si tratta di un accordo nato nella guerra fredda per limitare armi capaci di cancellare la storia dell’umanità. L’ultima intesa, rinnovata nel 2021, prevedeva limiti precisi per Stati Uniti e Russia sulle testate operative e su quelle stoccate.
Il ritorno del “dio denaro” e del “dio potere”. il rischio è che si torni alla corsa agli armamenti. È la follia che si concede al dio denaro, perché alimenta l’industria bellica, e al dio potere, che alimenta l’illusione dell’onnipotenza. Quando l’umanità arriva a questo livello, mette a rischio il proprio futuro.
Una lama a doppio taglio. Il caso di Kiev riapre la domanda: se l’Ucraina avesse conservato le armi nucleari, la guerra sarebbe scoppiata lo stesso? La deterrenza può funzionare, ma è un’arma a doppio taglio. Perché nel momento in cui un’autorità decide di usarla, si innesca un effetto domino potenzialmente irreversibile. La sicurezza fondata sulla minaccia assoluta resta una sicurezza fragile.



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