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Duro colpo a Matteo Messina Denaro e al suo sistema familiare e mafioso

Ottima operazione della Procura antimafia di Palermo con i Carabinieri, la Polizia e la DIA. Un altro colpo in grado di svelare la rete familiare del boss Messina Denaro, con in testa i cognati Como e Allegra. Leggere l’elenco di tutti i soggetti coinvolti può aiutare a comprendere meglio la portata dell’operazione:

Quali partecipi, rispettivamente, delle seguenti articolazioni mafiose:

E quale concorrente esterno CATTANEO Carlo, nato a Castelvetrano il 6 giugno 1985.

Si conferma anche con questa operazione quel miscuglio di affari, collusioni e violenza che solo nelle mafie si tiene insieme e non si separa mai. Le frasi agghiaccianti, risultanti dalle intercettazioni dei boss mafiosi sul piccolo Di Matteo sciolto nell’acido la dicono lunga sul loro modo di pensare e di agire: “Ha sciolto a quello nell’acido…non ha fatto bene? Ha fatto bene…”.

Ci si continua comunque e sempre a chiedere perché ancora il boss Messina Denaro sia libero, su quali forze può contare e qual è il suo attuale radicamento. In una interrogazione parlamentare del febbraio 2016 qui di seguito riportata, che vi invito a leggere, ho descritto il suo sistema familiare e relazionale. In sintesi il suo potere mafioso si basa su tre punti di forza:

1. Nella Cosa nostra della provincia di Trapani, guidata da Matteo Messina Denaro e dalla sua famiglia, non ci si limita a colludere solo con la società, l’economia e la politica, ma ci si proietta direttamente in questi tre settori facendosi società, impresa e politica inserite all’interno delle dinamiche mafiose.
2. Matteo Messina Denaro mantiene naturalmente sotto il ferreo controllo la provincia di Trapani ma “viaggia molto”. Nel linguaggio mafioso questo sta a significare che ha contatti a tutto campo che spaziano dall’intera Sicilia, come è stato dimostrato anche su Palermo attraverso la parentela e le attività con la famiglia mafiosa dei Guttadauro, alla Calabria dove la potentissima ‘Ndrangheta ha raggiunto livelli di affermazione senza precedenti, dal Nord-Africa all’America Latina, dal Nord-Italia e dall’Europa agli Stati Uniti, dove non mancano contatti e legami anche parentali con le famiglie mafiose newyorkesi.
3. Matteo Messina Denaro si è inserito nei gangli degli apparati dello Stato e ha rapporti con settori sia delle istituzioni che della massoneria, che gli consentono di vivere da latitante da troppi anni. Tali rapporti sono decisivi per tenere in piedi il sistema Matteo Messina Denaro e la sua stessa latitanza. Ecco perché colpirli e reciderli alla radice è decisivo per garantire la sovranità e la credibilità democratica non solo nel territorio dove ancora impera.

Infine Matteo Messina Denaro non è “Padre Pio” , come lo definiscono in una intercettazione i suoi sodali, ma è un boss vigliacco e senza dignità che va catturato e smitizzato. Anche la società civile deve fare la sua parte per battere il negazionismo e il minimalismo della presenza mafiosa a Castelvetrano, Campobello di Mazara, Mazzara del Vallo, Trapani, Partanna, per citare i comuni coinvolti direttamente nell’operazione antimafia. Senza dubbio parliamo di comunità ricche di storia, di cultura, di operatori economici e sociali e di cittadini onestissimi consapevoli del fatto che non bisogna cadere nella trappola dei fiancheggiatori, i quali usano il classico e strumentale tema dell’ingiusta criminalizzazione del territorio tutto. Nessuno lo pensa e nessuno lo fa quando si denunciano le presenze mafiose, facendo anche con coraggio i nomi e cognomi e assumendosi tutta la responsabilità politica di agire contro le mafie.

Giuseppe Lumia